Satoshi e gli altri. Persone attorno a Bitcoin
Dai membri della Fondazione Bitcoin agli sviluppatori, da fondatori di aziende startup a divulgatori… questa è parte della folla di personaggi che stanno costruendo qualcosa attorno a bitcoin.
Bitcoin è un protocollo e come Internet può avere delle regolamentazioni da parte degli stati (come l’assegnazione dei domini internet o il Great Firewall cinese) ma non è il prodotto di una grande azienda. Bitcoin non ha un proprietario nè un’autorità centrale.
Bitcoin ha un misterioso inventore o un circolo di esperti in crittografia, che ha creato questo giocattolo: un gigantesco registro tenuto in piedi da migliaia di computer distribuiti nel mondo che validano in maniera univoca le transazioni.
Satoshi Nakamoto
Chi è Satoshi?
Nel suo profilo, nella P2P Foundation, Satoshi dichiara di essere un uomo di 37 anni che vive in Giappone. Ma l’uso perfetto dell’inglese (britannico, come vedremo tra poco) e la mancanza di documentazione o traduzione del programma in lingua giapponese fanno pensare a un origine giapponese di Satoshi.
Molti hanno iniziato a considerare che si tratti di un gruppo di persone. Per Dan Kaminsky, ricercatore nella sicurezza che ha letto il codice Bitcoin, il creatore può essere un “gruppo di persone” o “un genio”. Laszlo Hayecz, un ex sviluppatore del software Bitcoin che ha avuto scambi di email con Satoshi Nakamoto ha avuto la sensazione che il codice fosse programmato troppo bene per essere realizzato da una sola persona.
L’uso dell’Inglese britannico, nei termini e nello spelling (l’espressione “bloody hard”) sia nei commenti del codice sorgente che nei post del forum fa pensare che Nakamoto, o almeno uno degli indivudio del gruppo abbia origini in un paese del Commonweath.
Nick Szabo
Nel dicembre 2013 un blogger, Skye Grey collega Nick Szabo al Bitcoin whitepaper analizzando il contenuto del testo. Szabo è uno studioso della moneta decentralizzata e ha pubblicato un testo su “bit gold” che viene considerato il principale precursore di Bitcoin. Già dai tardi anni 90 Szabo studiava l’uso degli pseudonimi.
In un articolo del maggio 2011 riguardo il creatore di bitcoin, Nick Szabo disse: “Io stesso, Wei Dai e Hal Finney siamo le sole persone che conosco a cui piaceva l’idea abbastanza da seguire qualche significativo sviluppo prima di Nakamoto (ammettendo che Nakamoto non sia Finney o Dai)”
Hal Finney
Hal Finney (4 maggio 1956 – 28 agosto 2014) è stato un pioniere della crittografia prima di Bitcoin. Sviluppatore della Pgp Corporation è stato il secondo sviluppatore a essere assunto dopo Phil Zimmermann.
Hal è la prima persona (oltre Satoshi stesso) a usare il software Bitcoin, correggere bug e fare miglioramenti. Andy Greenberg di Forbes ha chiesto all’agenzia di analisi della scrittura Juola & Associates di confrontare scritti di Finney con quelli di Satoshi Nakamoto concludendo che sono molto più simili dei testi degli altri candidati (anche rispetto quelli di Nick Szabo). Convincendosi che Finney fosse un ghostwriter o un prestanome di Satoshi. Ma già l’analisi delle lettere di Satoshi a Finney faceva notare come fossero più vicine agli altri scritti di Satoshi che non a quelli di Finney. Il giornalista di Forbes Greenberg dopo aver incontrato Finney; aver visto la prima transazione della storia bitcoin; da Satoshi a Finney; crede che Finney dica il vero quando dice di non essere Satoshi.
Dorian Nakamoto
Il magazine Newsweek è tornato in edicola a marzo 2014 con in copertina lo scoop di aver trovato Satoshi Nakamoto, creatore di Bitcoin. Scovato dalla giornalista Leah Goodman per (quasi) omonimia e per aver lavorato in passato sistemi ingegneristici su progetti militari classificati. Poi sul chiacchiericcio di parenti e vicini di casa su quanto sappia fare di tutto di ingegneristico e computer.
Dorian Nakamoto avrebbe detto alla giornalista “che non faceva più parte del progetto; che non poteva discuterne; che era passato in mano di altri”. E da questo l’equivoco.
Dorian; un 64enne che vive con l’anziana madre nelle colline di una cittadina nei pressi di Los Angeles; senza internet da un anno perchè non può permetterselo, nella video intervista dell’Ap, dopo la pubblicazione dell’articolo, sbaglia persino a pronunciare la parola Bitcoin: “Bitcom”.
Se Dorian Nakamoto dovesse davvero essere il creatore di Bitcoin sarebbe un genio del travestimento e della mimesi; ma è molto più facile credere che sia stato Newsweek a cercare una storia gustosa senza un briciolo di credibilità.
Lo stesso giorno della pubblicazione dell’articolo l’account dello pseudonimo Satoshi Nakamoto nella P2P Foundation si risveglia da un silenzio di quattro anni scrivendo “Io non sono Dorian Satoshi”
Julian Assange e la sparizione di Satoshi
Il 5 dicembre 2010 dopo il divieto da parte del governo americano, e gli operatori finanziari Visa, MasterCard e PayPal che hanno inziato a negare i servizi a WikiLeaks, è scoppiato un dibattito nel forum ufficiale Bitcoin sul rischio che le donazioni a Wikileaks con Bitcoin avrebbero potuto suscitare l’interesse indesiderato del governo nella criptomoneta allora ai suoi primi passi.
Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo inventore di Bitcoin, ha risposto: “No, non possiamo ‘portarlo avanti’. Il progetto ha bisogno di crescere gradualmente così che il software possa essere rafforzato lungo il percorso. Faccio questo appello a WikiLeaks di non provare a usare Bitcoin. Bitcoin è una piccola comunità nella sua infanzia. Non riuscireste a ottenere più che spiccioli in questo stadio e il ‘calore’ che si sprigionerebbe potrebbe facilmente distruggerci in questa fase.”
Sei giorni dopo, il 12 dicembre 2010, Satoshi Nakamoto scompare dalla comunità Bitcoin, ma non prima di postare questo messaggio: “Sarebbe stato bello avere questa attenzione in qualunque altro contesto. WikiLeaks ha dato un calcio al nido di vespe, e lo sciame è diretto verso di noi.” Quelli di WikiLeaks letta l’analisi di Satoshi si trovano d’accordo e decidono di rimandare il lancio di un canale per le donazioni in Bitcoin fino a quando la moneta non sarà più consolidata. L’indirizzo Bitcoin per le donazioni di WikiLeaks viene lanciato dopo il primo grande boom della moneta il 14 giugno 2011.
Gavin Andresen
Gavin Andresen è un ingegnere software laureatosi a Priceton nel 1988 in informatica e ha lavorato nella Silicon Valley con l’azienda specializzata nel 3d Silicon Graphics fino allo scoprire Bitcoin nel 2010.
Bitcoin era praticamente senza valore al tempo e estremamente difficile da mettere in funzione. Ma Andresen ha visto alcune eleganze tecniche nel design del software di Nakamoto e l’idea di una moneta fuori dal controllo di governi e entità centrali incontrava i suoi interessi verso una politica in massima parte libertaria.
Per aiutare le persone a iniziare a usare Bitcoin, Andresen ha lanciato un sito nel 2010 chiamato Bitcoin Faucet (Rubinetto Bitcoin) che regalava cinque bitcoin a ogni visitatore.
Inizia a mandare miglioramenti e sistemazioni del codice a Nakamoto. Al creatore di Bitcoin piacciono i lavori di Gavin e presto la sua email è la sola a comparire nell’homepage del progetto.
Andresen fa formalmente un passo avanti a dicembre 2010 in un post del forum Bitcoin. “Con la benedizione di Satoshi e con estrema riluttanza, sto per iniziare a dare un maggior contributo al progetto di gestione per Bitcoin”
“Nel corso del 2010, sono stato preso sempre più nel profondo nel lavoro nel codice base, per aiutare Satoshi con le patches”. “Io credo” – Dice Andresen parlando al Wall Street Journal – “che Satoshi sia un programmatore geniale ma si muova come un lupo solitario; alcune pratiche standard come un’unità di test per il codice non c’erano.”
Andresen è stato scelto da Satoshi come capo del team di sviluppo – con il consiglio di un altro membro del team, Jeff Garzik – anche per il suo contegno molto calmo.
Sull’ipotesi che Gavin Andresen sia Satoshi Nakamoto, l’opinione di Gavin è che nella comunità geek nessuno crede a questa cosa per lo stile diverso di scrivere il codice. “E’ come la differenza tra un racconto di Kurt Vonnegut e uno Jackie Collins”
Ora il gruppo di sviluppo del sotware Bitcoin Core è composto da cinque persone (Wladimir J. van der Laan, Gavin Andresen, Jeff Garzik, Gregory Maxwell, Pieter Wuille) che lavorano a tempo pieno, con centinaia di contribuiti
Jeff Garzik
Jeff Garzik membro del team Bitcoin Core ha lavorato per l’azienda Linux RedHat come Principal Software Engineer per oltre 10 anni (dal 2002).
Jeff collabora dal 2010 al progetto Bitcoin Core, e dal 2013 è assunto da BitPay; dice di Satoshi Nakamoto che è un fantastico designer e architetto, ha portato l’idea di fondo del sistema a un livello molto profondo. Ha speso un paio d’anni a pensare al sistema, e accordarlo con quanto stabilito; ha dovuto scrivere il sistema per provare a se stesso che funzionasse.
Anche secondo Jeff Garzik la scrittura del codice da parte di Satoshi è stata insolita, la versione originale era solo per Windows, con un codice sorgente confuso e diversi progetti a metà.
Diverse cose sono state disabilitate immediatamente al rilascio pubblico di Bitcoin perchè erano facilmente sfruttabili per cose non previste.
Gli aggiornamenti del software Bitcoin seguono i principi meritocratici dei progetti open source: i contributi vengono inseriti se gli altri lo reputano un contributo prezioso. In generale gli sviluppatori cercano di essere molto conservativi. “Tipicamente non introduciamo nuove caratteristiche ma facciamo in modo che quelle esistenti funzionano”. Ma questo non significa che non vengano introdotte nuove caratteristiche. C’è un meccanismo, chiamato Bitcoin Improvent Proposal (proposte di miglioramento) creato apposta per portare avanti nuove caratteristiche.
Jeff Garzik ha anche portato Bitcoin nello spazio. Con un progetto costato 2 milioni di dollari, (spedire satelliti nello spazio è diventato sempre più economico) un cubo di 10cm per lato ospita un nodo completo della blockchain bitcoin.
Perché inviare il blockchain nello spazio?
Un “nodo pieno” è un nodo P2P bitcoin che ha una copia dell’intero blockchain, e offre la blockchain ad altri – la spina dorsale del bitcoin.
Nelle zone al di fuori del mondo occidentale, o su dispositivi mobili, la larghezza di banda è costosa. L’esecuzione di un nodo completo può essere troppo costoso per molti. Il satellite consente a queste persone di utilizzare Bitcoin dove prima non potevano.I dati satellitari permettono trasmissioni di dati di pagamento Bitcoin con cui è possibile ricevere i pagamenti. L’invio è un’altra questione. Per inviare un pagamento Bitcoin, c’è bisogno di un telefono a basso costo cellulare (non uno smartphone) e mandare un Sms.
Mike Hearn
Quando il presidente di Google Eric Schmidt, nel 2012 disse che la sua compagnia aveva pensato di utilizzare già Bitcoin per poi accantonare il progetto, Mike Hearn aveva già lasciato il suo posto di ingegnere nell’azienda. Ma aveva già creato nel 2011 una versione Java del software Bitcoin, ancora utlizzata da alcuni servizi e programmi.
Negli ultimi anni i colossi di Internet, Google, Apple, Amazon, Ebay e gli operatori telefonici hanno conteso spazi non solo ai gestori di carte di credito (Visa, MasterCard) ma anche alle banche.
Hanno fatto operazioni di lobbing per cambiare la vecchia – di 150 anni – legge monetaria dello stato della California, e si stanno mostrando interessate al tentativo di regolamentazione in corso nello stato di New York. Di recente è intervenuto sull’argomento persino l’ex presidente Clinton.
Servizi come Google Wallet, Apple Pay, Paypal, Amazon Coin fanno da apripista alla nuova rivoluzione informatica che sta per raggiungere i servizi finanziari.
Marc Andreessen
Creatore di Mosaic e cofondatore di Netscape, lanciato nel 1993 appena agli inizi del World Wide Web e primo strumento indispensabile per la “navigazione”. Marc Andreessen è stato uno dei primi a mettere in evidenza un paragone tra Internet e Bitcoin.
Dopo aver venduto Netscape ad Aol nel 1999 per 4,2 miliardi di dollari, finanzia aziende tecnologiche emergenti come Skype, Twitter, Facebook. Nel 2013 ha finanziato la startup Bitcoin Coinbase per 25 milioni di dollari.
“Quando emerge una nuova tecnologia, sembra comparire fuori dal nulla, ma in realtà è il risultato di due decenni di intese ricerche e sviluppi realizzati da ricercatori quasi sconosciuti
Gli idealisti vedono dentro progetti politici di liberazione e rivoluzione; le elite della classe dirigente accumulano disprezzo e degno su queste cose.
Dall’altro lato, gli specialisti della tecnologia – i nerd – sono “folgorati” da queste cose. Vedono l’enorme potenziale e spendono le loro notti e weekend ad armeggiarci.
Alla fine prodotti mainstream, aziende e industrie emergono per commercializzarlo; gli effetti diventano profondi; e in seguio molte persone si chiedono com’è che le potenti premesse non fossero ovvie fin dall’inizio.”
Di quali tecnologie sto parlando? I personal computer nel 1975, Internet nel 1993 e – io credo – Bitcoin nel 2014.
Difficilmente si può dire che Bitcoin non sia un tema trattato, ma l’attuale abisso tra quello che la stampa e molte persone comuni credono che Bitcoin sia, e quello che la crescente massa critica di esperti di tecnologia pensano di Bitcoin, rimane enorme.
Bitcoin al suo livello di base è una svolta fondamentale nell’informatica – una costruita in vent’anni di ricerche nella monete crittografica, e quarant’anni di ricerche nella crittografia, svolte da migliaia di ricercatori in giro nel mondo.”

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